Decreto Cura Italia: agenzie e tour di viaggi possono convertire in voucher gli importi non dovuti

Decreto Cura Italia: agenzie e tour di viaggi possono convertire in voucher gli importi non dovuti

Tante novità per il mondo del turismo con il CoronaVirus. Numerosi, infatti, sono stati gli interventi governativi che hanno modificato le normative per quanto riguarda la cancellazione, inevitabile, da parte dei turisti. Noi, per non rendere troppo complicato l’approfondimento abbiamo provato a schematizzare tutto:

⭕L’articolo 41 del Codice del Turismo prevedeva il rimborso obbligato per il consumatore in caso di eventi eccezionali. Come, appunto, il Covid19.

MA…

✔️L’articolo 28 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020 cambia le carte in tavola. “Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1463 del codice civile dice espressamente l’articolo -, ricorre la sopravvenuta impossibilita’ della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre stipulati (..) dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio (…, comma 3, nda) il vettore, entro quindici giorni dalla comunicazione (…) procede al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio ovvero all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione”.

✔️Non basta. L’articolo 88 comma 1 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, dal titolo emblematico “(Rimborso dei contratti di soggiorno e risoluzione dei contratti di acquisto  di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura)  dice al comma 3 che “i soggetti acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza di cui al primo periodo, provvede all’emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione“.  Compresi, quindi, tour operator e agenzie di viaggio.

Tutto risolto? Pare di no. Perché c’è un problema.

⁉️ Se il consumatore ha prenotato tramite una OTA (ad esempio Booking). Chi deve emettere il voucher? C’è un ampio dibattito su questo poiché c’è una sorta di vuoto normativo. Ovviamente, se l’hotel ha autorizzato la OTA a emettere il voucher, nessun problema. Ma se la OTA facesse di testa loro? Teoricamente, scavalcherebbe le condizioni previste dal contratto.

E voi, da che parte state?

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *